Fabrizio Da Prato - Opera rappresentante Renaio

Location

Zona montana, Strada Provinciale 11 per Pegnana

Fabrizio Da Prato

Renaio, 2023

L’opera per “Le Porte di Barga” rappresenta una delle tante tappe realizzate durante il viaggio da Parma a Procida. Renaio è il titolo dell’opera, ma anche il nome della località che si trova nell’area dell’Appennino Tosco Emiliano nel comune di Barga. Qui, durante un’esplorazione artistica nei dintorni della chiesetta di San Paolino a Renaio, ho selezionato e raccolto le terre per farne un’opera ispirata a questi luoghi.
“Costruire sulle nostre Radici, Building on our Roots” è lo slogan della giornata europea dei parchi 2023 che rafforza la mia ricerca artistica a lavorare su una delle materie fondamentali che mi accompagna da una vita, la terra.
Secondo la mitologia greca, Prometeo (550 a.C. che donò l’intelligenza e la memoria agli umani) plasmò i primi uomini dalla terra, a partire da un composto fangoso.
Col filosofo Empedocle di Agrigento (495-435 a.C.), la terra divenne uno dei quattro elementi classici, insieme al fuoco, all’aria, e all’acqua. Empedocle li chiamava “radici”.

Biografia

Nato nel 1965 a Castelnuovo in Garfagnana, Fabrizio Da Prato è un artista che ha sempre mantenuto come costante della sua ricerca artistica un rapporto dialogico con il territorio di origine, ovvero l’area storico-geografica della Garfagnana, in provincia di Lucca. Qui, da ormai un trentennio, porta avanti il suo attivismo culturale organizzando mostre, performance e installazioni artistiche, con l’obiettivo di utilizzare l’estetica come vivo strumento di riflessione antropologica e sociale. Anche quando le sue operazioni artistiche si svolgono al di là dei confini territoriali (a tal proposito si ricordano i più recenti interventi site specific a Pistoia, Parma, Palermo, Procida, Pechino e Shanghai…), Da Prato mantiene sempre come costante della sua indagine il tema profondo del genius loci, delle radici, dei ricordi e corrispondenze che lo legano indissolubilmente al suo vissuto personale, che egli intreccia, contamina e ricuce con i vari contesti culturali in cui, di volta in volta, si trova ad intervenire. Di particolare rilievo all’interno della sua produzione è l’esperienza del ciclo di operazioni artistiche “Richiami”. Si tratta di una serie di interventi che l’artista ha portato avanti negli ultimi anni seguendo in maniera libera ed indipendente la nomina delle “Capitali italiane della Cultura” per creare in tali contesti installazioni pittoriche pubbliche e open air, le quali hanno più volte destato l’attenzione e l’apprezzamento di mass media, istituzioni patrocinanti e addetti ai lavori. Da questo contesto e, in particolare, da un viaggio artistico datato 2022 da Parma a Procida attraverso l’Appennino Tosco Emiliano e poi lungo le sponde del fiume Serchio per arrivare fino al Mar Tirreno e ancora Appennino meridionale fino a Procida, nasce nei primi anni del 2023 la più recente ricerca artistica intitolata “Terre”. “Terre” è, appunto, il titolo che accomuna una serie di opere realizzate in vari step: prevedono infatti il prelievo di campioni di terre locali soprattutto in prossimità di corsi d’acqua per realizzare intonaci utilizzati dall’artista alla stregua di materia e colore, dando vita a opere che strizzano l’occhio a innumerevoli pratiche artistiche: dal bassorilievo alla pittura, dalla performance alla scultura, dall’installazione all’affresco. Il risultato è un raffinato intersecarsi di suggestioni dall’alto tasso estetico ed emotivo attraverso cui Da Prato riflette su temi di grande attualità come la memoria, l’identità, la siccità fisica e simbolica che sempre più spesso segna il rapporto uomo-natura nella società contemporanea.

Ultimo aggiornamento: 27/02/2025, 14:21

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