Le frazioni montane

Presentazione dei borghi montani.

Tramonto con animali al pascolo

Il borgo montano di Tiglio si divide in Tiglio Basso e Tiglio Alto. Se nel primo l’oratorio di San Rocco racchiude una terra robbiana, Tiglio Alto invece si sviluppa intorno alla chiesa di San Giusto, costruita intorno al XIV secolo sui resti di un antico castello. In posizione panoramica, preceduta da un loggiato ospitante numerose e antiche epigrafi, al suo interno ospita  due statue di S. Giusto e S. Antonio di primitiva fattura, che affiancano un’Annunciazione marmorea di epoca medievale.

La frazione di Pegnana tra i suoi castagneti ospita la Casina della Befana, dove la vecchina incaricata di portare doni ai bimbi ha la sua residenza ufficiale.

Da qui si raggiunge l’abitato di Renaio, porta d’accesso all’Appennino. Il panorama offre scorci di castagneti secolari ben curati; da qui si dipartono numerosi percorsi escursionistici (percorribili a piedi, a cavallo o in bicicletta) che si snodano sul territorio fino a raggiungere e travalicare le cime dell’Appennino. La comunità di Barga è infatti proprietaria da tempo immemorabile di centinaia di ettari di terreno a cavallo tra Toscana e Emilia Romagna: un possesso che risalirebbe al VI secolo e che è stato per secoli oggetto di contesa con i vicini modenesi. Ad oggi le antiche dispute sono archiviate: i cittadini di Barga esercitano gli usi civici su queste porzioni di territorio e ogni anno, l’ultimo sabato di luglio, rinnovano la ritrovata amicizia coi vicini di Fiumalbo e Pievepelago sulle rive del Lago Santo, angolo di pace immerso nei boschi, raggiungibile a piedi dal Barghigiano.

Sulla vicina valle del torrente Corsonna si affaccia il borgo di Sommocolonia. Antico avamposto romano, roccaforte medievale, mantenne l’indipendenza fino al 1530 quando, nell’ambito della guerra con Barga, capitolò dopo mesi di battaglie. In questo frangente si distinse il Capitano Matteo di Pieruccio de’ Medici detto Capitan Galletto, autore di numerose operazioni belliche.

Sommocolonia oggi è ricordata principalmente per le vicende occorse durante la Seconda guerra mondiale. Qui ebbe luogo la battaglia del 26 dicembre 1944: le truppe italo-tedesche, nel corso dell’offensiva denominata Operazione Wintergewitter, avanzò contro l’esercito statunitense (92^ Buffalo Division), appoggiato dai partigiani della formazione XI Zona Patrioti.

La battaglia vide la perdita di oltre 150 vite, e la distruzione di buona parte del paese, tra cui la chiesa parrocchiale che fu rasa al suolo.

Tra i caduti vi fu il sergente John Fox, osservatore di artiglieria che perse la vita dopo aver dato ai commilitoni a valle le coordinate per sparare sulla sua postazione, onde evitare che fosse presa dai nazisti; il gesto gli valse, primo afroamericano nella storia, la Medal of Honor, più di cinquanta anni dopo l’avvenimento. Oggi il monumento ai caduti posto in località Monticino ricorda le tragiche vicende della Battaglia.

La chiesa parrocchiale, ricostruita nel dopoguerra, ospita una tela di Baccio Ciarpi.

Ultimo aggiornamento: 27/02/2025, 12:37

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