Ultimo aggiornamento: 27/02/2025, 12:36
Castelvecchio Pascoli, Mologno, San Pietro in Campo
La frazione di Castelvecchio Pascoli ospita la Casa dove abitò il poeta Giovanni Pascoli dal 1895 al 1912, oggi musealizzata.

La frazione di Castelvecchio Pascoli ospita la Casa dove abitò il poeta Giovanni Pascoli dal 1895 al 1912, oggi musealizzata: è un luogo che offre un’esperienza unica di un salto indietro nel tempo, essendo rimasta esattamente come all’epoca in cui vi dimorò il poeta.
Nel 1895 Pascoli vi arrivò quasi per caso, in cerca di un luogo rigenerante e immerso nella natura che potesse dare nuovo vigore alla sua produzione letteraria. Qui soggiornò insieme alla sorella Maria e al cagnolino Gulì fino al 1912, anno della sua morte, nei periodi in cui la docenza non lo portava in giro tra le città italiane. Nella sua dimora Pascoli coltivò l’amore per la lingua italiana e per la poesia latina, dando alla luce le sue opere più importanti. Il luogo e i suoi abitanti gli furono fonte di ispirazione continua: le persone che Pascoli frequentava più volentieri erano quelle di campagna, di cui studiò gli usi e le tradizioni, analizzò i problemi di particolare risonanza sociale e umana come l’emigrazione, assorbì il linguaggio parco e ricco di metafore trasferendolo poi nella poesia.
La Casa è ancora oggi identica a quando il Poeta la abitò: alla sua morte, nel 1912, la sorella Maria dispose infatti che niente fosse modificato, facendone una sorta di “sacrario” dedicato alla memoria del fratello. Struttura, arredi, mobilio, oggetti, libri, documenti, disposizione degli spazi, giardino, sono ancora oggi gli stessi che la Casa presentava al momento della morte di Pascoli: perfino il calendario è fermo a quel giorno.
Il borgo di Castelvecchio, così come quelli di San Pietro in Campo e Mologno, un tempo centri dell’antica identità agricola, oggi sono luoghi residenziali e industriali.
Sopra Castelvecchio si trova la frazione di Albiano, da cui si gode un ampio e soleggiato panorama su Barga e sulla Valle del Serchio, che le è valso la definizione di “Nizza del Barghigiano”.