La befana

Una tradizione che da tempo immemore anima gli inverni barghigiani è la festa della Befana.

Cartellone paesaggistico de "La Befana"

Una tradizione che da tempo immemore anima gli inverni barghigiani è la festa della Befana. La Befana è una vecchina che vola su una scopa ormai logora dal tempo, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, riempiendo le calze appese al camino o vicino a una finestra; i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle o piccoli giocattoli. Al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno le calze riempite con del carbone.
A Barga, la festa dell’Epifania è citata già negli Statuti del 1360. Ancora oggi si mantiene, nella città e nelle sue frazioni, la tradizione del canto della Befana: il 5 gennaio le persone vestite da befane e befanotti (i bimbi il pomeriggio, gli adulti la sera) attraversano le strade e bussano di casa in casa per portare i doni e fare la questua, accompagnate da strumenti musicali e da canti tradizionali, tipici per ogni paese. In questi giorni è tradizione preparare la “befana”, un biscotto a base di dolce frolla con decorazioni di marzapane.

Anche il poeta Giovanni Pascoli, affascinato dalla cultura della Valle del Serchio, raccontò la figura della Befana in versi e in prosa.

Da segnalare che la Befana dimora sul territorio di Barga: sua residenza ufficiale è la frazione montana di Pegnana, dove si può visitare la sua casina immersa tra i boschi di castagni.

Ultimo aggiornamento: 27/02/2025, 12:31

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