L’acquedotto

In epoca medievale il castello di Barga soffriva la carenza di acqua potabile: la presenza di pozzi artesiani e di piccoli corsi d’acqua era insufficiente a soddisfare le necessità alimentari e igieniche degli abitanti.

Acquedotto romano - veduta passeggiata panoramica

In epoca medievale il castello di Barga soffriva la carenza di acqua potabile: la presenza di pozzi artesiani e di piccoli corsi d’acqua era insufficiente a soddisfare le necessità alimentari e igieniche degli abitanti. Il 1° maggio 1476 la Comunità incaricò sei uomini di trovare una sorgente ed un maestro esperto capace di condurre l’acqua in Barga. La sorgente fu reperita nelle selve delle “Rupine”, poco sopra il vicino borgo di Ponte di Catagnana. Due anni dopo si elessero altri sei uomini con facoltà di spendere quanto occorreva per i lavori. Questi si protrassero per due secoli tra difficoltà, sospensioni e riprese.

Finalmente le condutture in coccio nel 1654 furono collocate sulle arcate erette sul ponte di Macchiaia e appoggiate sulle mura castellane dove, cinque anni dopo, nell’attuale piazzetta della Fontana, fu realizzata una fontana pubblica.

Il ponte di Porta Macchiaia, rinnovato sul finire del sec. XV, fu l’unico ad essere risparmiato dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944; mentre i due ponti del Giardino furono fatti esplodere, questo si salvò fortuitamente perché, seppure minato, non fu fatto saltare.

Ultimo aggiornamento: 26/02/2025, 19:35

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